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American Animals – Bart Layton – 2018

Bart Layton, in American Animals, racconta la storia della rapina alla Transylvania University di Lexington del 2004.

La deriva tragica, la messa in moto di eventi mossi da intenti ingiustificati, la mancanza di emozioni, la perdita completa di qualsivoglia barlume di speranza nei confronti della vita e del futuro, l’esigenza compulsiva nel fare qualcosa di estremo nonostante una posizione sociale soddisfacente, tutti elementi amalgamati e raccontati con estro all’interno di una pellicola profondamente nichilista e sfiduciosa verso una sistema fallace, complice nella creazione di una criminalità dilagante e dell’abbandono di coloro di cui dovrebbe prendersi più cura.

Tutto raccontato attraverso una sceneggiatura solida, personaggi ben caratterizzati, tra cui spiccano due giganteschi Evan Peters e Barry Keoghan. Un montaggio efficiente, una regia ispirata, ma mai esondante e un utilizzo originale ed intelligente della componente documentaristica, in cui i veri personaggi, protagonisti della vicenda raccontata, entrano a gamba tesa all’interno della trama dando vita ad alcune sequenze particolarmente stimolanti.

Jackie Soprano

Bart Layton, in American Animals, racconta la storia della rapina alla Transylvania University di Lexington del 2004.

La deriva tragica, la messa in moto di eventi mossi da intenti ingiustificati, la mancanza di emozioni, la perdita completa di qualsivoglia barlume di speranza nei confronti della vita e del futuro, l’esigenza compulsiva nel fare qualcosa di estremo nonostante una posizione sociale soddisfacente, tutti elementi amalgamati e raccontati con estro all’interno di una pellicola profondamente nichilista e sfiduciosa verso una sistema fallace, complice nella creazione di una criminalità dilagante e dell’abbandono di coloro di cui dovrebbe prendersi più cura.

Tutto raccontato attraverso una sceneggiatura solida, personaggi ben caratterizzati, tra cui spiccano due giganteschi Evan Peters e Barry Keoghan. Un montaggio efficiente, una regia ispirata, ma mai esondante e un utilizzo originale ed intelligente della componente documentaristica, in cui i veri personaggi, protagonisti della vicenda raccontata, entrano a gamba tesa all’interno della trama dando vita ad alcune sequenze particolarmente stimolanti.

Jackie Soprano


Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?

Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?


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