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Scream VI – Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett

Circa un anno dopo gli eventi del capitolo precedente, gli ultimi sopravvissuti alla storia di Woodsboro cercano di ritrovare la serenità a New York. Ma nella grande mela un nuovo e ancora più temibile Ghostface li sta aspettando.

Partiamo col dire che si sta parlando di una delle mie saghe preferite e che nonostante avessi apprezzato molto il capitolo precedente, ero un po’ titubante in merito a questo film per via del suo arrivo in sala a così poca distanza di tempo dalla pellicola dello scorso anno, convinto fosse una scelta dettata più da esigenze commerciali che narrative. Devo dire che i Radio Silence siano riusciti a far viaggiare in binomio entrambe le cose portando alla luce una pellicola che non solo conferma quanto di buono fatto con il quinto capitolo, ma che ne migliora anche alcune caratteristiche. Ormai è chiaro, da Wes Craven sono state prese debitamente le distanze e gli ultimi due film della saga altro non sono che un reboot non dichiarato che però, nonostante una gestione dei toni più incerta e un utilizzo dell’ espediente metanarrativo meno impattante, mantiene comunque l’essenza infusa dal cineasta statunitense riaggiornandone però le dinamiche con quelli che sono i tempi moderni, cosa che per certi versi capisco e condivido anche, avendo negli ultimi anni assistito ad un declino inesorabile di alcune saghe che pur di essere sfruttate fino al midollo sono state portate avanti senza idee proponendo una copia sbiadita e fiacca di quelli che erano gli apici ai quali ci avevano abituato.

Tornando al film però, questa volta devo dire che ho trovato i personaggi molto più in parte e sfaccettati e che grazie all’alchimia instaurata tra gli interpreti sono riusciti a dare vita ad alcune dinamiche veramente ispirate, sostenute da una gestione del ritmo sempre incalzante capace di creare la giusta dose di tensione, complice anche un Ghostface mai così violento e minaccioso e che ci regala un colpo di scena finale dal sapore alla Agatha Christie; peccato solo per qualche forzatura di troppo all’interno di una sceneggiatura comunque ben solida e decorosa, capace di offrire allo spettatore dell’alto intrattenimento. Per il resto diciamo che se state cercando uno slasher intelligente, ben girato e superiore alla media generale, “Scream VI”, pur non figurando nella parte alta della mia personale classifica dedicata alla saga, rappresenta senz’altro un ottima scelta. Ci sono poi almeno due sequenze che, a parer mio, sono già diventate iconiche nell’economia della saga in generale, per non parlare della sequenza d’apertura che ritengo (e lo dico tranquillamente) la migliore dopo quella del primo film.

Jackie Soprano

https://www.instagram.com/p/Cp2oHzItWp8/?utm_source=ig_web_copy_link

Circa un anno dopo gli eventi del capitolo precedente, gli ultimi sopravvissuti alla storia di Woodsboro cercano di ritrovare la serenità a New York. Ma nella grande mela un nuovo e ancora più temibile Ghostface li sta aspettando.

Partiamo col dire che si sta parlando di una delle mie saghe preferite e che nonostante avessi apprezzato molto il capitolo precedente, ero un po’ titubante in merito a questo film per via del suo arrivo in sala a così poca distanza di tempo dalla pellicola dello scorso anno, convinto fosse una scelta dettata più da esigenze commerciali che narrative. Devo dire che i Radio Silence siano riusciti a far viaggiare in binomio entrambe le cose portando alla luce una pellicola che non solo conferma quanto di buono fatto con il quinto capitolo, ma che ne migliora anche alcune caratteristiche. Ormai è chiaro, da Wes Craven sono state prese debitamente le distanze e gli ultimi due film della saga altro non sono che un reboot non dichiarato che però, nonostante una gestione dei toni più incerta e un utilizzo dell’ espediente metanarrativo meno impattante, mantiene comunque l’essenza infusa dal cineasta statunitense riaggiornandone però le dinamiche con quelli che sono i tempi moderni, cosa che per certi versi capisco e condivido anche, avendo negli ultimi anni assistito ad un declino inesorabile di alcune saghe che pur di essere sfruttate fino al midollo sono state portate avanti senza idee proponendo una copia sbiadita e fiacca di quelli che erano gli apici ai quali ci avevano abituato.

Tornando al film però, questa volta devo dire che ho trovato i personaggi molto più in parte e sfaccettati e che grazie all’alchimia instaurata tra gli interpreti sono riusciti a dare vita ad alcune dinamiche veramente ispirate, sostenute da una gestione del ritmo sempre incalzante capace di creare la giusta dose di tensione, complice anche un Ghostface mai così violento e minaccioso e che ci regala un colpo di scena finale dal sapore alla Agatha Christie; peccato solo per qualche forzatura di troppo all’interno di una sceneggiatura comunque ben solida e decorosa, capace di offrire allo spettatore dell’alto intrattenimento. Per il resto diciamo che se state cercando uno slasher intelligente, ben girato e superiore alla media generale, “Scream VI”, pur non figurando nella parte alta della mia personale classifica dedicata alla saga, rappresenta senz’altro un ottima scelta. Ci sono poi almeno due sequenze che, a parer mio, sono già diventate iconiche nell’economia della saga in generale, per non parlare della sequenza d’apertura che ritengo (e lo dico tranquillamente) la migliore dopo quella del primo film.

Jackie Soprano

https://www.instagram.com/p/Cp2oHzItWp8/?utm_source=ig_web_copy_link


Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?

Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?


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