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Terminator 1 & 2 – James Cameron

Terminator 1

Un cyborg proveniente dal 2029 fa il proprio arrivo a Los Angeles per uccidere Sarah Connor, destinata a diventare madre del futuro capo della resistenza umana in un mondo governato da robot.

Terminator 2

John Connor, futuro capo della resistenza del genere umano contro le macchine, è nel mirino di un assassino indistruttibile proveniente dal futuro. Un vecchio modello di Terminator, però, è pronto a proteggerlo.

Terminator 1

Ancora non lo sapevamo ma nel lontano 1984 con l’arrivo in sala di Terminator, un James Cameron agli albori della sua mirabolante carriera avrebbe segnato un nuovo punto di inizio nel cinema d’intrattenimento. Terminator è intrattenimento, nella sua forma più pura, nella sua rappresentazione più alta e incisiva, un action-thriller fantascientifico in cui in maniera del tutto innovativa per i tempi che furono, vengono utilizzati i viaggi nel tempo come filo conduttore, in quella che risulta essere una storia sempre quadrata e ben strutturata nelle sue parti. Inutile citare tutte le scene iconiche che ancora oggi fanno da eco nel mondo della cultura pop, il faccione di Schwarzenegger, mai così in parte in tutta la sua carriera e l’innovazione tecnologica messa in gioco da Cameron, che servendosi di un budget che definire irrisorio sarebbe un eufemismo, riesce a portare in scena un qualcosa che per l’epoca e per il cinema i generale avrebbe segnato un punto di svolta fondamentale e necessario. Il cineasta americano, che personalmente qui ci regala la sua miglior opera, fa di necessità virtù e attraverso trucchi di montaggio, effetti prostetici e ricostruzioni in miniatura regala al pubblico uno dei migliori film d’intrattenimento di tutti i tempi firmando il suo primo vero successo commerciale, cosa che da lì in avanti diventerà abitudine. E se pensiamo che due anni dopo dirigerà Aliens..

Terminator 2

Così come fece Raimi col secondo capitolo di “SpiderMan”, qui Cameron ripropone il sequel, che ha più il sapore di un reboot non dichiarato, del suo Terminator, prelevando tutti quegli elementi che avevano reso grande il capitolo precedente e migliorandoli laddove fosse possibile/necessario. Rispetto al primo film infatti, cambiano giusto due elementi, tra cui un ribaltamento di fronte da parte del personaggio di Schwarzzenegger che qui, non è più il villain bensì il protettore di un piccolo John Connor venuto poi alla luce in seguito agli eventi del film dell’84. Per forza di cose la tecnica e l’innovazione estetica migliorano visibilmente, grazie anche ad un investimento nel budget decisamente più corposo, che però Cameron dimostra di saper gestire alla perfezione infarcendo la pellicola di alcuni tra gli effetti visivi più belli che si siamo visti nel cinema d’intrattenimento moderno e il T-1000 di Robert Patrick ne è una dimostrazione più che plateale.

I rapporti tra i personaggi si fanno ancora più interessanti e stratificati e pur preferendo soggettivamente il primo capitolo, questo, quantomeno da un punto di vista oggettivo, ne esce senz’altro vincitore (non che sia necessario fare per forza paragoni). Il finale ancora oggi è uno dei momenti più iconici non solo all’interno della filmografia del regista ma del cinema in generale e quel famoso “Hasta la vista baby” riecheggia ancora nell’aria come se fosse ieri. Altro capolavoro firmato James Cameron.

Jackie Soprano

https://www.instagram.com/p/CqAUKeQIIqI/?utm_source=ig_web_copy_link

Terminator 1

Un cyborg proveniente dal 2029 fa il proprio arrivo a Los Angeles per uccidere Sarah Connor, destinata a diventare madre del futuro capo della resistenza umana in un mondo governato da robot.

Terminator 2

John Connor, futuro capo della resistenza del genere umano contro le macchine, è nel mirino di un assassino indistruttibile proveniente dal futuro. Un vecchio modello di Terminator, però, è pronto a proteggerlo.

Terminator 1

Ancora non lo sapevamo ma nel lontano 1984 con l’arrivo in sala di Terminator, un James Cameron agli albori della sua mirabolante carriera avrebbe segnato un nuovo punto di inizio nel cinema d’intrattenimento. Terminator è intrattenimento, nella sua forma più pura, nella sua rappresentazione più alta e incisiva, un action-thriller fantascientifico in cui in maniera del tutto innovativa per i tempi che furono, vengono utilizzati i viaggi nel tempo come filo conduttore, in quella che risulta essere una storia sempre quadrata e ben strutturata nelle sue parti. Inutile citare tutte le scene iconiche che ancora oggi fanno da eco nel mondo della cultura pop, il faccione di Schwarzenegger, mai così in parte in tutta la sua carriera e l’innovazione tecnologica messa in gioco da Cameron, che servendosi di un budget che definire irrisorio sarebbe un eufemismo, riesce a portare in scena un qualcosa che per l’epoca e per il cinema i generale avrebbe segnato un punto di svolta fondamentale e necessario. Il cineasta americano, che personalmente qui ci regala la sua miglior opera, fa di necessità virtù e attraverso trucchi di montaggio, effetti prostetici e ricostruzioni in miniatura regala al pubblico uno dei migliori film d’intrattenimento di tutti i tempi firmando il suo primo vero successo commerciale, cosa che da lì in avanti diventerà abitudine. E se pensiamo che due anni dopo dirigerà Aliens..

Terminator 2

Così come fece Raimi col secondo capitolo di “SpiderMan”, qui Cameron ripropone il sequel, che ha più il sapore di un reboot non dichiarato, del suo Terminator, prelevando tutti quegli elementi che avevano reso grande il capitolo precedente e migliorandoli laddove fosse possibile/necessario. Rispetto al primo film infatti, cambiano giusto due elementi, tra cui un ribaltamento di fronte da parte del personaggio di Schwarzzenegger che qui, non è più il villain bensì il protettore di un piccolo John Connor venuto poi alla luce in seguito agli eventi del film dell’84. Per forza di cose la tecnica e l’innovazione estetica migliorano visibilmente, grazie anche ad un investimento nel budget decisamente più corposo, che però Cameron dimostra di saper gestire alla perfezione infarcendo la pellicola di alcuni tra gli effetti visivi più belli che si siamo visti nel cinema d’intrattenimento moderno e il T-1000 di Robert Patrick ne è una dimostrazione più che plateale.

I rapporti tra i personaggi si fanno ancora più interessanti e stratificati e pur preferendo soggettivamente il primo capitolo, questo, quantomeno da un punto di vista oggettivo, ne esce senz’altro vincitore (non che sia necessario fare per forza paragoni). Il finale ancora oggi è uno dei momenti più iconici non solo all’interno della filmografia del regista ma del cinema in generale e quel famoso “Hasta la vista baby” riecheggia ancora nell’aria come se fosse ieri. Altro capolavoro firmato James Cameron.

Jackie Soprano

https://www.instagram.com/p/CqAUKeQIIqI/?utm_source=ig_web_copy_link


Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?

Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?


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