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Bardo, la cronaca falsa di alcune verità – Alejandro González Iñárritu

Un famoso giornalista e documentarista messicano torna negli Stati Uniti e attraversa una crisi esistenziale mentre è alle prese con la sua identità, le relazioni familiari e lafollia dei suoi ricordi.

Iñarritu, reduce del successo di “The Revenant” e arrivato quadsi ai suoi 60 anni, decide di portare sullo schermo, come Cuaron e Sorrentino prima di lui, un viaggio “8emezziano”, fatto quindi di pensieri, sogni e angosce. Il più grande punto di forza del film risiede nel comparto tecnico, con una regia barocca ma mai stucchevole e delle splendide scenografie. Il vero problema purtroppo risiede nella sceneggiatura, che tende a non amalgamarsi al virtuosisimo registico. Di fatti nel film vengono trattati moltissimi temi, dalla crisi di mezza età alla società di massa, dall’attaccamento alle proprie radici all’aborto. Tutto ciò, però tende a non essere mai approfondito: ogni tema viene scalfito solo sulla superficie, senza rendere possibile una profonda riflessione su di esso. Inoltre la presenza costante di scene oniriche può essere stucchevole o addirittura pacchiana per lo spettatore medio.

Un plauso va però a Daniel Gimenez-Cacho, protagonista assoluto della pellicola che riesce a caricarsi tutto il film sulle spalle restituendo un’interpretazione veramente notevole. La durata di 2 ore e 40 minuti non risulta essere eccessiva, grazie soprattutto ad un sapiente lavoro di montaggio. Iñarritu quindi lascia allo spettatore un’opera tecnicamente subilme, che però si perde nella sua forma e, tentando di esprimere tutto e niente allo stesso tempo, anche nella sostanza.

Marco Panichella

https://www.instagram.com/p/Cm_M-GhNpRa/?utm_source=ig_web_copy_link

Un famoso giornalista e documentarista messicano torna negli Stati Uniti e attraversa una crisi esistenziale mentre è alle prese con la sua identità, le relazioni familiari e lafollia dei suoi ricordi.

Iñarritu, reduce del successo di “The Revenant” e arrivato quadsi ai suoi 60 anni, decide di portare sullo schermo, come Cuaron e Sorrentino prima di lui, un viaggio “8emezziano”, fatto quindi di pensieri, sogni e angosce. Il più grande punto di forza del film risiede nel comparto tecnico, con una regia barocca ma mai stucchevole e delle splendide scenografie. Il vero problema purtroppo risiede nella sceneggiatura, che tende a non amalgamarsi al virtuosisimo registico. Di fatti nel film vengono trattati moltissimi temi, dalla crisi di mezza età alla società di massa, dall’attaccamento alle proprie radici all’aborto. Tutto ciò, però tende a non essere mai approfondito: ogni tema viene scalfito solo sulla superficie, senza rendere possibile una profonda riflessione su di esso. Inoltre la presenza costante di scene oniriche può essere stucchevole o addirittura pacchiana per lo spettatore medio.

Un plauso va però a Daniel Gimenez-Cacho, protagonista assoluto della pellicola che riesce a caricarsi tutto il film sulle spalle restituendo un’interpretazione veramente notevole. La durata di 2 ore e 40 minuti non risulta essere eccessiva, grazie soprattutto ad un sapiente lavoro di montaggio. Iñarritu quindi lascia allo spettatore un’opera tecnicamente subilme, che però si perde nella sua forma e, tentando di esprimere tutto e niente allo stesso tempo, anche nella sostanza.

Marco Panichella

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La mente che lavora dietro le quinte del progetto. Appassionato fin da piccolo di fantascienza, il cinema, per me, non ha confini: non mi pongo limiti quando si tratta di storie, generi e visioni diverse. Credo che ogni film abbia il potere di trasportarci altrove, di farci riflettere e di farci emozionare. Sempre pronto a discutere e dibattere in maniera costruttiva.

La mente che lavora dietro le quinte del progetto. Appassionato fin da piccolo di fantascienza, il cinema, per me, non ha confini: non mi pongo limiti quando si tratta di storie, generi e visioni diverse. Credo che ogni film abbia il potere di trasportarci altrove, di farci riflettere e di farci emozionare. Sempre pronto a discutere e dibattere in maniera costruttiva.


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