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Fantastic Mr Fox – Wes Anderson – 2009

Quanto un essere vivente può reprimere il suo lato più selvaggio? Quanto può resistere prima che la sua vera natura esondi con prepotenza? Quanto si è disposti a premere sull’acceleratore per risultare “fantastici” agli occhi degli altri?

Sono queste le domande cardine che emergono da “Fantastic Mr.Fox”, film d’animazione diretto da Wes Anderson, adattamento del romanzo di Roald Dahl (Furbo, il signor Volpe).

Mr.Fox è un ex ladro di pollame ormai dedito alla vita da giornalista. Trovatosi in una situazione di pericolo, giura alla moglie Felicity di cambiare stile di vita, complice anche l’imminente arrivo di un figlio, Ash.

Il regista statunitense mette in scena un film dall’atmosfera fiabesca, con un’animazione in stop-motion ben eseguita e condita dai tratti caratteristici del regista stesso: lunghi piani sequenza, zoommate aggressive e umorismo grottesco. Come già accade in altre opere firmate Anderson (una fra tutte, “I Tenenbaum”) la famiglia è il fulcro principale della storia, soprattutto ciò che si nasconde all’interno di essa: rivalità, volontà di primeggiare e la voglia di dimostrare agli altri, ma in particolar modo a se stessi, di quanto infallibili bisogna essere pur di guadagnarsi il rispetto altrui; il tutto aggravato da una situazione di malessere del protagonista, costretto a sopperire ai propri istinti per garantire uno stato di apparente serenità.

Un film all’apparenza molto semplice, efficace, con momenti divertenti e altri più riflessivi, capace di far scaturire nello spettatore una serie di interrogativi ai quali non sempre si riesce a trovare una risposta.

Gianmatteo Diprima

Quanto un essere vivente può reprimere il suo lato più selvaggio? Quanto può resistere prima che la sua vera natura esondi con prepotenza? Quanto si è disposti a premere sull’acceleratore per risultare “fantastici” agli occhi degli altri?

Sono queste le domande cardine che emergono da “Fantastic Mr.Fox”, film d’animazione diretto da Wes Anderson, adattamento del romanzo di Roald Dahl (Furbo, il signor Volpe).

Mr.Fox è un ex ladro di pollame ormai dedito alla vita da giornalista. Trovatosi in una situazione di pericolo, giura alla moglie Felicity di cambiare stile di vita, complice anche l’imminente arrivo di un figlio, Ash.

Il regista statunitense mette in scena un film dall’atmosfera fiabesca, con un’animazione in stop-motion ben eseguita e condita dai tratti caratteristici del regista stesso: lunghi piani sequenza, zoommate aggressive e umorismo grottesco. Come già accade in altre opere firmate Anderson (una fra tutte, “I Tenenbaum”) la famiglia è il fulcro principale della storia, soprattutto ciò che si nasconde all’interno di essa: rivalità, volontà di primeggiare e la voglia di dimostrare agli altri, ma in particolar modo a se stessi, di quanto infallibili bisogna essere pur di guadagnarsi il rispetto altrui; il tutto aggravato da una situazione di malessere del protagonista, costretto a sopperire ai propri istinti per garantire uno stato di apparente serenità.

Un film all’apparenza molto semplice, efficace, con momenti divertenti e altri più riflessivi, capace di far scaturire nello spettatore una serie di interrogativi ai quali non sempre si riesce a trovare una risposta.

Gianmatteo Diprima


Mi chiamo Gianmatteo Diprima, nella vita faccio tutt’altro e soprattutto non ho mai studiato cinema in maniera specifica. Sono la prova lampante che per parlare di film puoi anche non capirci una mazza, ma basta esserne appassionati ed avere un minimo di senso critico. Odio la retorica, chi non si mette mai in discussione ma soprattutto chi non argomenta le proprie tesi. Adoro i cartoni animati in ogni loro forma e trovo che l’animazione sia il metodo migliore per fare cinema. Miyazaki è il mio regista preferito nonché uno dei registi più importanti e influenti del ventesimo secolo. Discutere un maniera genuina trovo sia la droga migliore di tutte. Peace.

Mi chiamo Gianmatteo Diprima, nella vita faccio tutt’altro e soprattutto non ho mai studiato cinema in maniera specifica. Sono la prova lampante che per parlare di film puoi anche non capirci una mazza, ma basta esserne appassionati ed avere un minimo di senso critico. Odio la retorica, chi non si mette mai in discussione ma soprattutto chi non argomenta le proprie tesi. Adoro i cartoni animati in ogni loro forma e trovo che l’animazione sia il metodo migliore per fare cinema. Miyazaki è il mio regista preferito nonché uno dei registi più importanti e influenti del ventesimo secolo. Discutere un maniera genuina trovo sia la droga migliore di tutte. Peace.


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