Anno di bis per Ralph Fiennes, che dopo la notevole interpretazione in The Return, stupisce anche nel nuovo film di Edward Berger.
In quest’ultimo veste i panni del cardinale Thomas Lawrence che, dopo la morte del papa, è incaricato di organizzare il conclave che porterà all’elezione del successore. Vari intrecci narrativi infittiranno il mistero dietro la morte del Capo della Chiesa, che si scoprirà portare con sé un grande segreto.
Dopo il successo, anche agli Oscar, di Niente di nuovo sul fronte occidentale, il regista decide di passare al thriller morale, mettendo, però, in secondo piano la ricerca dei colpevoli. Infatti, la sceneggiatura evidenzia l’ipocrisia delle varie figure ecclesiastiche, che dovrebbero ricoprire il ruolo di guida ma, in realtà, sono accecati dalla sete di potere.
Attraverso una regia geometrica e delle scenografie che hanno quasi dell’incredibile, lo spettatore si ritrova teletrasportato nel labirintico Vaticano dal punto di vista di Lawrence, il quale è in perenne ricerca del candidato più giusto, arrivando persino a dubitare di sé stesso, data la sua riluttanza a voler ricoprire la carica di pontefice.
Una pellicola dalla sceneggiatura ferrea, che però fatica in alcuni momenti a tenere il passo a causa di un montaggio non perfetto. Il nucleo risiede suoi protagonisti, dal già citato Ralph Fiennes, a un, seppur stereotipico, credibilissimo Sergio Castellitto, così come Stanley Tucci e, in un ruolo minore, Isabella Rossellini. Sbavatura, purtroppo, sul finale, che riesce a rendere bene il colpo di scena, ma che strizza palesemente l’occhio alle nuove norme politically correct, rendendo il film un ottimo candidato per concorrere alle ambite statuette d’oro.
Marco Panichella







