Clint Eastwood torna sugli schermi con Giurato Numero 2, film che potrebbe mettere il punto ad una delle filmografie più longeve e fortunate della storia del cinema.
Un giurato, nel corso del processo ad un uomo accusato d’aver ucciso la propria compagna, realizza di essere lui stesso il vero colpevole.
Alla veneranda età di 94 anni, Eastwood inscena un legal thriller straordinario sia nella forma che nella sostanza, in cui tensione e plausibilità riescono ad andare di pari passo nonostante alcuni snodi narrativi limite che avrebbero potuto compromettere la credibilità dell’opera e che invece vengono utilizzati – e risolti – con innegabile eleganza.
Impossibile non menzionare la cristallina citazione a La parola ai giurati di Sidney Lumet, al quale Giurato numero 2 si ispira parzialmente e dal quale prende in prestito il passaggio sostanziale per poi uscire dalla camera di consiglio e approfondire i vari personaggi.
Efficace anche il casting che vede protagonista un ottimo Nicoholas Hoult coadiuvato da nomi quali Toni Collette, J.K. Simmons, Kiefer Sutherland e Chris Messina.
Non c’è troppo altro da dire se non che, oltre ad essere uno dei migliori film dell’anno, Giurato numero 2 è cinema arido e legnoso in pieno stile anni ‘80 che vuole ragionare sui paradossi e la labilità del sistema giuridico (non solo statunitense) e sottolineare come la verità spesso possa essere tanto imperscrutabile quanto, in realtà, vicinissima.
Federico Cenni







