La diciottenne cannibale Maren, dopo essere stata abbandonata dal padre, inizia un viaggio on the road alla ricerca della madre. sul suo cammino incontra altri della sua “specie”, tra cui l’ambiguo Sully e il giovane Lee. Tra Maren e Lee nascerà una tenera storia d’amore ed insieme intraprenderanno un’avventura senza apparente meta, che li condurrà alla scoperta reciproca e soprattutto all’accettazione di se stessi.
Guadagnino ripropone tematiche care al suo cinema, come la diversità, l’inadeguatezza, la scoperta di chi si è veramente, con un coming-of-age dalle tinte cupe e mature. I personaggi di Maren e Lee sono due emarginati, prigionieri di un istinto che combattono per tenere a bada. La loro è una vita fatta di continue fughe, una vita da nomadi solitari, in cui non riescono a legare rapporti data la loro condizione imposta dal destino. Il loro grande desiderio è poter vivere una vita da persone normali, almeno per un po’, per poter assaporare il calore dell’affetto e dell’amore, a loro sempre negato. “Il mondo dell’amore non ammette mostri” soprattutto per due cannibali. Il cannibalismo nella visione di Guadagnino ha diverse sfaccettature, tra cui quella sessuale. L’amore divora l’anima e così gli amanti si assaggiano, si divorano di baci e di carezze e in questo modo il cannibalismo rappresenta la necessità di riuscire a rendere ancora più parte di sé l’altro.
Dal punto di vista tecnico, l’impronta stilistica di Guadagnino è immediatamente riconoscibile, come nella scelta di dare spazio all’ambiente circostante, in cui i personaggi sono un valore aggiunto. In alcune scene emotivamente impegnative, Guadagnino alterna la frenesia del momento con la tranquillità dell’esterno, come simbolismo della tranquillità apparente che mostrano i personaggi e il loro turbinio di emozioni e confusione interiore. La storia è accompagnata da una colonna sonora impeccabile e le interpretazioni degli attori sono magnetiche. Una nota di merito va a Mark Rylance, capace di dare vita ad un personaggio ambiguo e viscido, che getta un’ombra di disagio sugli spettatori, accompagnandoli per tutta la visione del film.
Sara Cerullo
https://www.instagram.com/p/CldUCiltzWz/?utm_source=ig_web_copy_link







