Nella notte della vigilia, un antieroistico Babbo Natale ormai stanco, arrancante ed alcolizzato, si ritrova nel bel mezzo di una rapina milionaria organizzata da un gruppo di mercenari ai danni di una famiglia ambiente.
Tommy Wirkola si destreggia da sempre con il cinema comico dissacrante, a partire da “Dead Snow” per finire con il recente “The Trip”. Può piacere o meno, ma che il suo stile sia inconfondibile è un dato di fatto. Con “Una notte violenta e silenziosa” il regista norvegese prosegue spedito per la sua strada, mettendo in scena un divertente connubio – a tratti esageratamente retorico – fra splatter e commedia sullo sfondo di un innevata ed edonista notte di Natale. Senza pretese, se non quella di voler divertire il suo pubblico con facili volgarità bagnate da fiumi di sangue, ma purtroppo inficiate da una buona dose di ridondante banale sentimentalismo che entra spiacevolmente in contrasto con l’animo irriverente della pellicola, “Una notte violenta e silenziosa” è, in fin dei conti, un film che non fa male a nessuno, che intrattiene per poco più di un’ora e mezza senza mai venire a noia e che abbraccia pienamente lo stile di Wirkola.
Piacevole e solleticante la soluzione narrativa che concerne il mistero celato dietro la magia e la figura di Babbo Natale, chiaramente inserito per giustificare un eventuale sequel che comunque non mi dispiacerebbe trovare in sala il prossimo anno. Un film di passaggio che tecnicamente si difende bene e che vede protagonista uno sfiancato David Harbour in grado di regalare un triviale divertimento che funziona e convince.
Federico Cenni
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