La vita del professor Jack Gladney e della sua famiglia viene sconvolta quando una fuga di sostanze chimiche rilascia una nociva nuvola nera sopra le loro teste, costringendo la famiglia ad evacuare la zona.
Noah Baumbach, dopo il successo di “Frances Ha” e “Storia di un matrimonio”, si rimette in gioco trasponendo un romanzo complesso come quello di De Lillo in una commedia grottesca e surreale permeata dalla paura della morte e da un senso collettivo d’incertezza, il tutto condito da scelte narrative che strizzano l’occhio al panico creato dalla pandemia. Dal punto di vista tecnico il film è ottimo e può vantare un’iperverbosità nei dialoghi ben ritmata e mai davvero stucchevole, elemento non semplice da gestire in lavori di questo tipo. Nota di demerito va al montaggio, che non risulta sempre omogeneo e tende a rallentare eccessivamente in alcuni passaggi. Anche la prima parte rimane un po’ troppo prolissa e rischia di penalizzare il ritmo del film , che tutto sommato rimane gradevole, anche se a onor del vero le 2 ore e 15 di durata potevano essere asciugate di almeno una decina di minuti. Le performance di Greta Gerwig e Adam Driver convincono appieno, con la prova attoriale del padre di famiglia che però a tratti tende ad essere molto sopra le righe. Nel complesso il film è promosso. Baumbach, uscendo dai suoi canoni registici è riuscito a regalarci una commedia stravagante piena di sottotesti importanti e ad adattarli perfettamente a questo genere di pellicola.
Marco Panichella
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