Spider-Man
Il morso di un ragno mutante dona incredibili poteri al giovane Peter Parker, che li userà nella guerra per difendere la propria città contro il malvagio Green Goblin.
Spider-Man 2
Il tormentato Peter Parker, diviso tra la sua vita da adolescente e la sua controparte eroica, combatte contro il Dottor Octopus, uno scienziato che utilizza tentacoli meccanici per i suoi scopi malefici.
Spider-Man 3
La vita di Peter Parker (e di Spider-Man) sembra finalmente perfetta: l’illusione svanisce quando si ritrova ad affrontare l’Uomo Sabbia, Venom, New Goblin e i lati più oscuri della sua personalità.
SPIDER-MAN
Dopo un avvio di carriera convincente all’insegna dell’horror e da un utilizzo innovativo dell’elemento grottesco, Sam Raimi dà forma a quello che, da appassionato dei fumetti, era da sempre stato il suo sogno, ovvero portare su schermo il personaggio di Spider-Man. Il risultato è presto detto, perché la prima pellicola dedicata all’uomo ragno altro non è che uno dei cinecomic più importanti e cardinali della storia del cinema e che usa il medium supereroistico per raccontare una storia che parla dell’essere umano e del dissidio interiore a cui è quotidianamente sottoposto, specie se, a condire il tutto, vi è alla base un potere così grande e imprevedibile, messo non solo al servizio di sé stessi ma soprattutto del prossimo. Sarà Goblin, uno dei villain più impattanti in campo supereroistico e interpretato da un sensazionale Willem Dafoe a mettere di fronte a Peter Parker, un iconico Tobey Maguire, una scelta etica e morale con la quale si vedrà costretto a confrontarsi. Era dai tempi di Burton, che un materiale fumettistico non venisse sottoposto ad un trattamento così autoriale e coraggioso, in cui il regista in questione fosse abile nel fondere elementi chiave della propria poetica all’interno di un racconto apparentemente estraneo a quelle dinamiche e capace di mettere il film nella posizione di incarnare a tutti gli effetti il manifesto di un filone cinematografico che da lì a poco avrebbe completamente stravolto il mercato cinematografico mondiale. Da ricordare, inoltre, un Danny Elfman alla colonna sonora che sforna uno dei temi musicali tra i più belli ed emblematici del cinema moderno.
SPIDER-MAN 2
A distanza di 2 anni dal successo del 2002, Raimi riprende in mano il timone e con questo sequel dirige, probabilmente, uno dei film di supereroi più importanti di sempre. Questa volta, il cineasta statunitense, forte del successo del primo film decide di estrapolare tutti quegli elementi che avevano reso grande il capitolo precedente migliorando ulteriormente la materia a sua disposizione. Raimi qui è ancora più libero e infonde nella pellicola tutta la sua poetica, dirigendo in particolare alcune sequenze che si rifanno, per estetica e utilizzo del montaggio, ad alcune delle sue opere pregresse come la trilogia de “La Casa” infarcendo il progetto di una visione autoriale ancor più netta e stratificata. Il dissidio interiore vissuto da Peter assume dei risvolti maggiormente introspettivi e la dicotomia che divide la sua vita da adolescente da quella in calzamaglia si dipana in maniera preponderante, mettendo in difficoltà se stesso e il benessere collettivo, minato dalla presenza minacciosa di un Dr.Octopus portato in scena con maestosità da un Alfred Molina leggendario. Ancora una volta l’espediente supereroistico rappresenta una sorta di pretesto per raccontare l’essere umano, il suo rapporto con se stesso e la responsabilità etica che contraddistingue coloro che possiedono grandi poteri, continuamente combattuti tra ciò che è giusto e ciò che vorrebbero lo sia. Un capolavoro di genere senza precedenti e che dimostra come da un fumetto possa nascere cinema allo stato puro, potente, formalmente ben strutturato e socialmente impattante.
SPIDER-MAN 3
Il capitolo conclusivo, la chiusura del cerchio, l’atto finale di una trilogia partita in maniera impeccabile e terminata tra problemi produttivi e mancanza di spazio di manovra dell’autore, fino ad allora garanzia di sicurezza e qualità. Il terzo film dedicato allo Spider-Man di Raimi si porta dietro il peso di numerose problematiche e di un eccessiva carne al fuoco, questo è oggettivo, ma è incredibile come all’interno di tutto ciò riesca comunque a mantenere picchi di grande cinema; sequenze mirabili come la genesi dell’Uomo Sabbia, lo scontro tra Peter ed Harry e il legame tra questo e il simbionte, si impongono come schegge folgoranti all’interno di un prodotto claudicante, ma che continua a mantenere una propria dignità. Paradossale come un elemento aggiuntivo e non previsto, come il personaggio di Venom, sia in realtà pane per i denti di un regista che grazie a quel carattere sprigiona il proprio marchio di fabbrica, con momenti orrorifici di pregevolissima fattura. La narrazione zoppica, i personaggi si fanno visibilmente più stanchi, i comprimari appena scalfiti e poco incisivi, eppure questo terzo capitolo, così tanto bistrattato, riesce sempre e comunque a trovare qualcosa da dire, parlando, in questo caso specifico, di come la rabbia e il contatto con qualcosa di nocivo possa metterci nella condizione di cedere al lato più oscuro e tetro nascosto in ognuno di noi. Bene ma non benissimo, ma di certo non il prodotto insufficiente di cui si sente parlare. Perdonate l’esternazione gratuita, ma questo Spider-Man 3 vale quindici volte il tanto osannato “Black Panther”, per dire.
Jackie Soprano
https://www.instagram.com/p/CoelcT-NkDo/?utm_source=ig_web_copy_link







