A bordo del Titanic, che salpa dall’Inghilterra per il suo viaggio inaugurale, Jack e Rose, due ragazzi appartenenti a classi sociali differenti, si innamorano e vivono la loro storia d’amore, ignari del fatto che da lì a poco qualcosa comprometterà il loro rapporto e la vita dei passeggeri.
Amato alla follia, ridimensionato da molti, sono tanti i pareri che nel corso degli anni hanno caratterizzato la percezione del pubblico su “Titanic”, il colossal di James Cameron, che resistendo però ai segni del tempo è rimasto
indubbiamente impresso nella memoria collettiva per più di un motivo. Un film romantico, che utilizza l’espediente della tragedia del Titanic, inserita anche e soprattutto per permettere a Cameron di insidiare nuovamente il cinema con l’inclusione di tecniche innovative per l’industria hollywoodiana e non, per raccontare una storia d’amore e le differenze sociali che compongono la struttura della società in cui viviamo, non a caso la divisione in scompartimenti della nave ne è un chiarissimo esempio metaforico e narrativo. Si può certamente imputare al film una certa dose di prevedibilità e la “colpa” di utilizzare tutti i cliché possibili per condire la narrazione, ma la portata produttiva di questo prodotto è senz’altro ciò che più gli permette di appropriarsi del titolo ti cult, o in alcuni casi di capolavoro, che si porta dietro.
È incredibile come un film di ormai 26 anni fa possa tenere il passo, a livello di qualità visiva, con film recenti riuscendo praticamente sempre a rendere tangibile quanto messo in scena, sopratutto grazie al ricorso dell’effetto pratico in sfavore di quello computerizzato, che rimane comunque ben presente all’interno dell’opera. Fruendo della versione restaurata e in 3D uscita al cinema da poco potrete constatare quanto il lavoro svolto sia stato eccellente e paradigmatico per tutto ciò che da quel momento in poi ha generato. E poi diciamoci la verità, almeno una volta nella vita tutti ci siamo divertiti a rifare la scena “Jack, sto volando” e cantato a squarciagola “My Heart Will Go On” della Diòn, alternando ciò alle imprecazioni nei confronti della Winslet per non aver fatto salire il povero DiCaprio sopra quella maledetta porta; e si, fa piangere ancora…
Jackie Soprano
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