Fanny vive a Parigi ed è sposata con un facoltoso uomo d’affari, Jean. Quando una mattina incontra l’ex compagno di liceo, Alain, la sua vita subirà una profonda mutazione.
Presentato fuori concorso a Venezia, “Coup de chance” è il titolo dell’ultima fatica firmata Woody Allen, che alle porte dei 90 anni sottolinea ancora una volta il carattere inconfondibile del proprio cinema.
Se “Rifkin’s Festival” voleva essere, fra le altre cose, una debitrice rievocazione delle pellicole attraverso le quali Allen ha formato la propria sensibilità critico-artistica, “Coup de chance” è l’ennesima – e formidabile – materializzazione filmica del processo stesso. Irrimediabilmente nichilista, squisitamente sardonica, smaccatamente caustica, la nuova commedia dell’americano assume da subito toni che mal si sposano con la concezione più popolare del genere al quale il film dovrebbe appartenere. Pur vantando una fotografia – del maestro Storaro – calda e avvolgente che veste l’immagine accarezzando i personaggi ed enfatizzando i luoghi in cui gli stessi si muovono, la narrazione alleniana entra in netto contrasto con i colori e la romanticizzazione – abilmente esasperata – del quadro voluto dal regista. È la sostanza che squarcia la forma, il cinismo che invade la poesia.
I personaggi di “Coup de chance”, per motivi diversi, rappresentato tutti l’incarnazione della mediocrità umana, la perfetta stratificazione della superficialità, la consacrazione della vuotezza. Allen condanna le sue marionette inserendole in un contesto apparentemente vellutato che minuto per minuto viene strappato dall’interno; più il tempo filmico scorre più diviene evidente l’esiguità dei caratteri alleniani, la loro inguaribile e strabordante inettitudine.
Così, nella seconda parte del lungometraggio, l’esistenziale pessimismo del regista s’insinua nella ragnatela degli eventi e ne cambia radicalmente le sorti riportandole alla concezione originale; la caducità dell’essere umano emerge e stravolge irreparabilmente le dinamiche interpersonali che parevano aver intrapreso un binario ben preciso.
Si potrebbe dire che in alcuni passaggi l’opera soffre un pò la mancanza di ritmo, ma non è da questi particolari che si giudica un genio.
“Coup de chance” è un film che non potrà lasciare in nessun modo indifferenti gli estimatori del regista americano, perchè “Coup de chance” è, sotto ogni punto di vista, Woody Allen.
Federico Cenni







