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U.S. PALMESE – Marco Manetti e Antonio Manetti

Avete presente quando si copia un prodotto scadente e da ciò ne scaturisce un prodotto ancora più scadente? Questo è purtroppo il destino riservato all’ultimo film dei Manetti Bros., U.S. Palmese, palesemente ispirato (se così si può dire), all’ultima commedia di Taika Waititi, Chi segna vince, dove viene ripreso lo stesso soggetto, ovvero le peripezie di una figura calcistica che passa dalle stelle alle stalle, ma in questo caso il focus non verte su un allenatore fallito, bensì sul fittizio fenomeno francese Etienne Morville, calciatore dal talento sopraffino che causa problemi dentro e fuori dal campo, verrà ripudiato da tutti i migliori club mondiali. La sua storia si intreccia con Don Vincenzo (Rocco Papaleo), agricoltore in pensione che, da grande tifoso qual è della squadra del suo paese natale, Palmi, indurra una raccolta fondi per finanziare l’acquisto di Etienne, valutato per colpa del suo comportamento irascibile 5 milioni di euro, coinvolgendo tutto il paese. Il film, oltre ad ereditare i problemi che il film di Waititi possiede, ovvero una rozza e banale ironia e una trama imbarazzante, ci riserva una regia assente, un uso di musiche e effetti speciali a dir poco scadenti e personaggi stereotipici e piatti. A tratti strappa qualche risata, ma il tutto è condito da un’inutile retoricità, che tende a rimarcare lo stereotipo del ricco come persona spregevole e insensibile. Una cosa il film però la insegna: che in Italia si è disposti a spendere più per il calcio che per gli ospedali.

Marco Panichella

Avete presente quando si copia un prodotto scadente e da ciò ne scaturisce un prodotto ancora più scadente? Questo è purtroppo il destino riservato all’ultimo film dei Manetti Bros., U.S. Palmese, palesemente ispirato (se così si può dire), all’ultima commedia di Taika Waititi, Chi segna vince, dove viene ripreso lo stesso soggetto, ovvero le peripezie di una figura calcistica che passa dalle stelle alle stalle, ma in questo caso il focus non verte su un allenatore fallito, bensì sul fittizio fenomeno francese Etienne Morville, calciatore dal talento sopraffino che causa problemi dentro e fuori dal campo, verrà ripudiato da tutti i migliori club mondiali. La sua storia si intreccia con Don Vincenzo (Rocco Papaleo), agricoltore in pensione che, da grande tifoso qual è della squadra del suo paese natale, Palmi, indurra una raccolta fondi per finanziare l’acquisto di Etienne, valutato per colpa del suo comportamento irascibile 5 milioni di euro, coinvolgendo tutto il paese. Il film, oltre ad ereditare i problemi che il film di Waititi possiede, ovvero una rozza e banale ironia e una trama imbarazzante, ci riserva una regia assente, un uso di musiche e effetti speciali a dir poco scadenti e personaggi stereotipici e piatti. A tratti strappa qualche risata, ma il tutto è condito da un’inutile retoricità, che tende a rimarcare lo stereotipo del ricco come persona spregevole e insensibile. Una cosa il film però la insegna: che in Italia si è disposti a spendere più per il calcio che per gli ospedali.

Marco Panichella


La mente che lavora dietro le quinte del progetto. Appassionato fin da piccolo di fantascienza, il cinema, per me, non ha confini: non mi pongo limiti quando si tratta di storie, generi e visioni diverse. Credo che ogni film abbia il potere di trasportarci altrove, di farci riflettere e di farci emozionare. Sempre pronto a discutere e dibattere in maniera costruttiva.

La mente che lavora dietro le quinte del progetto. Appassionato fin da piccolo di fantascienza, il cinema, per me, non ha confini: non mi pongo limiti quando si tratta di storie, generi e visioni diverse. Credo che ogni film abbia il potere di trasportarci altrove, di farci riflettere e di farci emozionare. Sempre pronto a discutere e dibattere in maniera costruttiva.


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