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Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri – John Francis Daley, Jonathan M. Goldstein

Dopo essere evasi di prigione in seguito ad un furto andato male, Edgin ed Holga intraprendono un viaggio assieme ad altri compagni per recuperare la figlia di Edgin e fronteggiare l’amico che tempo prima li aveva traditi, ma il percorso da compiere è colmo di insidie e pericoli.

Esattamente quello che mi aspettavo: un fantasy gradevolissimo, un’avventura per ragazzi realizzata con tutti i crismi e che al netto di una regia di mestiere, che non si risparmia però nel mettere in scena anche qualche sequenza ispirata e una sceneggiatura condita per la maggior parte da cliché tipici del genere con qualche soluzione narrativa un po’ troppo comoda, riesce a regalare un intrattenimento leggero e soddisfacente e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno nel panorama odierno. Un film che per certi versi mi ha ricordato qualche dinamica propria di prodotti come “I Guardiani Della Galassia” e “La Mummia” con Brendand Fraser, da cui Chris Pine eredita la famigerata faccia da schiaffi e che utilizza sapientemente i toni, caratterizzati perlopiù da un umorismo cinico che funziona quasi sempre con gag e momenti esilaranti, rafforzati senz’altro e soprattutto grazie all’alchimia tra i protagonisti che danno vita ad una dinamica di gruppo frizzante e ben gestita in tutti i suoi aspetti. Per carità, non aspettatevi di rimanere a bocca aperta, ma se siete restii a prodotti di questo tipo vi consiglio di mettere da parte i pregiudizi e di andare in sala a guardarlo perché potreste uscirne sorpresi e soddisfatti. Se hanno in mente di fare i sequel io sono assolutamente a bordo, a patto che mi facciate rivedere Hugh Grant ancora, grazie. Non entro nel dettaglio ma la scena del cimitero vale da sola il prezzo del biglietto!

Jackie Soprano

https://www.instagram.com/p/CqxIZKVIEJ6/?utm_source=ig_web_copy_link

Dopo essere evasi di prigione in seguito ad un furto andato male, Edgin ed Holga intraprendono un viaggio assieme ad altri compagni per recuperare la figlia di Edgin e fronteggiare l’amico che tempo prima li aveva traditi, ma il percorso da compiere è colmo di insidie e pericoli.

Esattamente quello che mi aspettavo: un fantasy gradevolissimo, un’avventura per ragazzi realizzata con tutti i crismi e che al netto di una regia di mestiere, che non si risparmia però nel mettere in scena anche qualche sequenza ispirata e una sceneggiatura condita per la maggior parte da cliché tipici del genere con qualche soluzione narrativa un po’ troppo comoda, riesce a regalare un intrattenimento leggero e soddisfacente e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno nel panorama odierno. Un film che per certi versi mi ha ricordato qualche dinamica propria di prodotti come “I Guardiani Della Galassia” e “La Mummia” con Brendand Fraser, da cui Chris Pine eredita la famigerata faccia da schiaffi e che utilizza sapientemente i toni, caratterizzati perlopiù da un umorismo cinico che funziona quasi sempre con gag e momenti esilaranti, rafforzati senz’altro e soprattutto grazie all’alchimia tra i protagonisti che danno vita ad una dinamica di gruppo frizzante e ben gestita in tutti i suoi aspetti. Per carità, non aspettatevi di rimanere a bocca aperta, ma se siete restii a prodotti di questo tipo vi consiglio di mettere da parte i pregiudizi e di andare in sala a guardarlo perché potreste uscirne sorpresi e soddisfatti. Se hanno in mente di fare i sequel io sono assolutamente a bordo, a patto che mi facciate rivedere Hugh Grant ancora, grazie. Non entro nel dettaglio ma la scena del cimitero vale da sola il prezzo del biglietto!

Jackie Soprano

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Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?

Classe 1996 (esattamente come Scream) cresciuto col trauma per la morte di Mufasa, la profonda ammirazione verso i gangster scorsesiani e l’amore viscerale nei confronti delle femme fatale di hitchcockiana memoria. Amante della settima arte in ogni sua singola declinazione, dalle pietre miliari del cinema classico alle produzioni di largo consumo. Ricorderemo il mondo attraverso il cinema, diceva Bertolucci… come dargli torto, in fin dei conti?


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