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Ainda Estou Aqui – Walter Selles

“Ainda Estou Aqui” è il nuovo film di Walter Selles presentato all’81esima mostra del cinema di Venezia. I fatti si ambientano in Brasile durante il periodo della dittatura militare.

Rubens Paiva è un ex deputato del partito Laburista che vive insieme alla sua famiglia a Rio De Janeiro. Il 20 gennaio 1971, viene prelevato dalla propria abitazione dalla milizia brasiliana senza fare ritorno.

Il regista cerca di porre il focus sui momenti immediatamente successivi alla scomparsa dell’ex deputato, concentrandosi particolarmente sul senso di protezione della moglie nei confronti dei figli.

La regia al servizio della storia è impeccabile: tutto ciò che succede viene messo in risalto secondo i giusti crismi, fondendosi perfettamente alle immagini a schermo. I tempi sono ben gestiti, suscitando nello spettatore un forte senso di empatia ed interesse rispetto a ciò che sta osservando.

Non mancano però alcune criticità: la numerosa famiglia di Paiva viene introdotta ma mai impiegata a dovere, aprendo vari segmenti senza poi chiuderli o senza soffermarsi abbastanza. Troppo frettoloso in alcuni frangenti, troppo inconcludente in altri.

La parte centrale su Eurice è sicuramente il punto forte, il regista infatti sceglie di esplorare in maniera esaustiva i suoi pensieri e annessi turbamenti; la necessità di rincorrere una giustizia che purtroppo si rivelerà solamente un’illusione che porterà ad ulteriore sofferenza.

Selles si fa portavoce di un dramma storico-politico dai contorni quanto mai funerei, facendosi portavoce di tutti i casi di cronaca nera che hanno colpito e in qualche modo caratterizzato il Brasile degli anni ‘70.

Nonostante un’ultima parte troppo lunga e molto disconnessa, il regista confeziona un’opera tutto sommato convincente ed interessante con l’intento di donare nuova luce ad un periodo ancora oggi decisamente nebuloso.

Gianmatteo Diprima

“Ainda Estou Aqui” è il nuovo film di Walter Selles presentato all’81esima mostra del cinema di Venezia. I fatti si ambientano in Brasile durante il periodo della dittatura militare.

Rubens Paiva è un ex deputato del partito Laburista che vive insieme alla sua famiglia a Rio De Janeiro. Il 20 gennaio 1971, viene prelevato dalla propria abitazione dalla milizia brasiliana senza fare ritorno.

Il regista cerca di porre il focus sui momenti immediatamente successivi alla scomparsa dell’ex deputato, concentrandosi particolarmente sul senso di protezione della moglie nei confronti dei figli.

La regia al servizio della storia è impeccabile: tutto ciò che succede viene messo in risalto secondo i giusti crismi, fondendosi perfettamente alle immagini a schermo. I tempi sono ben gestiti, suscitando nello spettatore un forte senso di empatia ed interesse rispetto a ciò che sta osservando.

Non mancano però alcune criticità: la numerosa famiglia di Paiva viene introdotta ma mai impiegata a dovere, aprendo vari segmenti senza poi chiuderli o senza soffermarsi abbastanza. Troppo frettoloso in alcuni frangenti, troppo inconcludente in altri.

La parte centrale su Eurice è sicuramente il punto forte, il regista infatti sceglie di esplorare in maniera esaustiva i suoi pensieri e annessi turbamenti; la necessità di rincorrere una giustizia che purtroppo si rivelerà solamente un’illusione che porterà ad ulteriore sofferenza.

Selles si fa portavoce di un dramma storico-politico dai contorni quanto mai funerei, facendosi portavoce di tutti i casi di cronaca nera che hanno colpito e in qualche modo caratterizzato il Brasile degli anni ‘70.

Nonostante un’ultima parte troppo lunga e molto disconnessa, il regista confeziona un’opera tutto sommato convincente ed interessante con l’intento di donare nuova luce ad un periodo ancora oggi decisamente nebuloso.

Gianmatteo Diprima


Mi chiamo Gianmatteo Diprima, nella vita faccio tutt’altro e soprattutto non ho mai studiato cinema in maniera specifica. Sono la prova lampante che per parlare di film puoi anche non capirci una mazza, ma basta esserne appassionati ed avere un minimo di senso critico. Odio la retorica, chi non si mette mai in discussione ma soprattutto chi non argomenta le proprie tesi. Adoro i cartoni animati in ogni loro forma e trovo che l’animazione sia il metodo migliore per fare cinema. Miyazaki è il mio regista preferito nonché uno dei registi più importanti e influenti del ventesimo secolo. Discutere un maniera genuina trovo sia la droga migliore di tutte. Peace.

Mi chiamo Gianmatteo Diprima, nella vita faccio tutt’altro e soprattutto non ho mai studiato cinema in maniera specifica. Sono la prova lampante che per parlare di film puoi anche non capirci una mazza, ma basta esserne appassionati ed avere un minimo di senso critico. Odio la retorica, chi non si mette mai in discussione ma soprattutto chi non argomenta le proprie tesi. Adoro i cartoni animati in ogni loro forma e trovo che l’animazione sia il metodo migliore per fare cinema. Miyazaki è il mio regista preferito nonché uno dei registi più importanti e influenti del ventesimo secolo. Discutere un maniera genuina trovo sia la droga migliore di tutte. Peace.


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